lavori


UN ASSASSINO QUALUNQUE
Fazi editore 2006

Emanuele Rode è un ambizioso giornalista che negli anni ‘80 e ‘90 dà la scalata al potere fino a diventare sindaco di una importante città del nordest e poi ministro degli Esteri della Seconda Repubblica. Ma nell’84, in un viaggio di lavoro in Germania — durante il quale si avventura nella Reeperbahn, il quartiere a luci rosse di Amburgo — Rode assiste a uno spettacolo dove un bambino viene orrendamente torturato e ucciso dal vivo. L’episodio gli procura un trauma tale da lasciare emergere gradualmente la parte più malata e sadica della sua psiche. Rode diventa così un individuo dalle due personalità in perenne contrasto: scintillante e di successo quella pubblica, tragica e sanguinosa quella privata. Ed è su di lui infatti che si concentra il terribile sospetto di essere il Ratto, il serial killer dei bambini, l’uomo che è diventato per tutti l’incubo con cui convivere, il male che respira. Anni di indagini non concludono nulla: il Ratto non commette errori, è imprendibile. Ma uno psichiatra dagli ombrosi trascorsi e una spregiudicata poliziotta riescono, attraverso impressionanti sedute di ipnosi, a iniziare con l’assassino una tesissima partita a scacchi dagli imprevedibili sviluppi

copertina dell'edizione italiana

un assassino qualunque

copertina edizione tedesca anno 2007

un assassino qualunque

qui sotto la copertina dell'edizione pubblicata nel giugno 2008 per "Giallo Mondadori presenta" (la copertina è stata acquistata dall'edizione spagnola del libro, intitolata: "Un asasino  cualchiera")






L'ULTIMO INDIZIO
Fazi Editore, giugno 2008

La storia vera dell'operazione di polizia che portò alla cattura, nel settembre del '92, del boss mafioso Giuseppe 'Piddu' Madonia, numero due di Cosa Nostra, primo capo della commissione arrestato dopo le stragi di Falcone, Borsellino e degli agenti di scorta. Un romanzo autobiografico nella parte investigativa, ammantato della malinconia che nello stesso tempo investe la vita privata del protagonista.

copertina dell'edizione italiana

ultimo indizio

L'ORDINE
(Meridiano Zero, Mondadori)

racconto pubblicato nell'antologia LA LEGGE DEI FIGLI, Meridiano Zero 2007,  e in SEGRETISSIMO Mondadori , numero di aprile 2008: quando la politica fallisce il suo compito, può esserci il rischio concreto che l'articolo 1 della Costituzione Repubblicana, quello che dice che 'l'Italia è un paese democratico', scricchioli?

IL CONTO
(Cairo Editore)

una seconda puntata per il commissario dell'Ultimo indizio (in Casi Freddi, Cairo Editore)

GET DOWN!
(Mondadori)

le notti folli di tre balordi baresi

TRENDY
(Mondadori)

la vita di una ragazza milanese che pensa di riuscire a conquistare la vita a colpi di tette

 

 

GLI ANNI NASCOSTI

Cairo editore, 2010

 

"L'intelligence non è ostile alla verità, le è indifferente" (Aldo Giannuli, Come funzionano i servizi segreti)

 


 

 

Berlino era in bianco e nero, quel pomeriggio. Era un sabato di novembre e faceva freddo. Sbiadito nel pallore di un sole coperto da un manto uniforme di nubi, tutto quello che mi circondava era spento, tetro. L'odore dell'umidità mi penetrava nelle narici, mentre passeggiavo da solo lungo il maestoso Unter den Linden, che l'autunno aveva trasformato in un immenso tappeto di foglie ingiallite cadute dai tigli. C'era silenzio, in giro, un silenzio irreale, solo il rumore di qualche auto che correva nella nebbia grigia. Sentii sottopelle la metallica solennità della situazione, e in un attimo la Storia mi avvolse. Come potrebbe non avvenire, a Berlino? Pensai che in Italia il regime della Democrazia Cristiana era nato nel 1948, due anni dopo l’inizio del blocco sovietico, e si era concluso nel 1992, due anni dopo la fine dell’Unione Sovietica. 44 anni l’uno, 44 anni l’altro, due fasi storiche diversissime ma perfettamente sovrapponibili. Avevo davanti a me la Porta di Brandeburgo, e dietro la Porta il muro non c’era più, abbattuto anni prima. Fu in quel preciso istante che mi chiesi: questa sovrapposizione storica è davvero solo una coincidenza o sotto c’è altro che non so, che nessuno sa? Qualcosa si era mosso nella mia mente. Preso dal demone del sapere, decisi di andare a visitare il palazzo in cui ai tempi della DDR aveva sede la famigerata STASI, il Ministero della Sicurezza della Germania dell’Est. Con cautela  mi informai dove fosse - ancora oggi i berlinesi sono spaventati da quella parola - e, mappa alla mano, in Karl Marx Allee presi la metro – completamente deserta - e arrivai in Normannenstrasse, angolo Magdalenenstrasse. Nella vecchia Berlino est, oggi drammatica e spettrale quasi quanto lo era allora, senza auto in giro, i parcheggi deserti e sotto la pioggia gelata di un tardo pomeriggio autunnale, mi ritrovai davanti al palazzo della STASI. Era come lo descrive Le Carrè, quattro piani di cemento grigio e finestre, senza anima. Oggi è chiuso da anni, con le sbarre alle porte. Sulla facciata c’è un’iscrizione in quattro lingue che spiega che in quell’edificio aveva sede quella che molti storici ritengono essere stata la più potente macchina repressiva della storia dell’umanità. Nelle due ore in bianco e nero trascorse fra la passeggiata in mezzo alle foglie ingiallite dell'Unter den Linden e la visita alla  STASI, la mia testa aveva lavorato molto e aveva partorito una trama, una trama che mi piaceva. Ci pensai su ancora un po' e, continuando a camminare da solo sotto la maledetta pioggerellina gelata, quella trama prese una forma compiuta e una dimensione spazio-temporale, e nella mia mente si affacciarono improvvisamente volti di personaggi, nomi, dialoghi. Un titolo. Lì, in un pomeriggio di una tragica Berlino ancora grondante sangue per le ferite della Storia, era nato "Gli anni nascosti".

                   

                                                          P.S.

AL LETTORE

In questo romanzo ho trattato quasi cinquant'anni di storia italiana, dal '46 al '92. La mia ambizione è di far sì che il lettore si chieda come sia davvero nata l'Italia di oggi e come è diventata quella che sappiamo. E questo con un solo scopo: in un Paese dove è normale che succeda tutto e il contrario di tutto, chi può davvero affermare con certezza che le cose non siano andate come nel romanzo? Chi può davvero dirmi: "Silvis, ti sbagli, le cose sono diverse da quello che vuoi farci credere."? Non molti, ritengo. La mia è una sfida a riflettere su quello che quotidianamente ci viene propinato da televisioni, giornali e politica. Ma a questo punto preferisco non dire di più: non voglio togliere ai lettori il gusto di assaporare il fascino di questa storia. Una sola cosa ancora, però. Molti recensori hanno sostenuto che la figura di Danilo Ferrandi ricalcherebbe quella del premier italiano Silvio Berlusconi, mentre quella di Alessi ricalcherebbe invece Gianni Letta. Assolutamente non è così, lo smentisco. Semplicemente, Alessi è un imprenditore che entra in politica e Alessi è il suo amministratore delegato: non credo che Berlusconi sia il primo e neanche ultimo imprenditore che si dà alla politica.

 

LA STORIA

Anni '80 e '90, Italia: per poter attuare con successo un colpo di stato minuziosamente programmato che instaurerebbe nel Paese una dittatura di tipo argentino, un gruppo di potere formato da militari, imprenditori e alte cariche dello stato deve assolutamente entrare in possesso dell'inquietante dossier Ksenofont, il documento che contiene lo sconvolgente segreto che, se svelato, riscriverebbe completamente la Storia d'Italia dalla seconda guerra mondiale in poi. I golpisti lanciano sulle tracce del dossier Ksenofont una spietata appartenente alla Gladio, ma a sorpresa entra in scena Antonio Lami, del Sismi, un uomo senza scrupoli però determinato a far sì che l'Italia continui a restare un paese democratico e senza campi di concentramento. Il resto è nelle 380 pagine  de 'Gli anni nascosti' (un titolo di cui sono particolarmente orgoglioso). E' la storia che volevo scrivere da sempre, una vicenda che trattasse della guerra fredda e dei misteri insoluti del Bel Paese. Esce per Cairo Editore nel marzo 2010.

 

 BERLINO, QUEL GIORNO