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Italia, 1946 - 1992: sappiamo molto, non sappiamo tutto

piernik@piernicolasilvis.com
 
GLI ANNI NASCOSTI (marzo 2010, Cairo Editore)

Berlino era in bianco e nero, quel pomeriggio. Era un sabato di novembre e faceva freddo. Sbiadito nel pallore di un sole coperto da un manto uniforme di nubi, tutto quello che mi circondava era spento, tetro. L'odore dell'umidità mi penetrava nelle narici, mentre passeggiavo da solo lungo il maestoso Unter den Linden, che l'autunno aveva trasformato in un immenso tappeto di foglie ingiallite cadute dai tigli. C'era silenzio, in giro, un silenzio irreale, solo il rumore di qualche auto che correva nella nebbia grigia. Sentii sottopelle la metallica solennità della situazione, e in un attimo la Storia mi avvolse. Come potrebbe non avvenire, a Berlino? Pensai che in Italia il regime della Democrazia Cristiana era nato nel 1948, due anni dopo l’inizio del blocco sovietico, e si era concluso nel 1992, due anni dopo la fine dell’Unione Sovietica. 44 anni l’uno, 44 anni l’altro, due fasi storiche diversissime ma perfettamente sovrapponibili. Avevo davanti a me la Porta di Brandeburgo, e dietro la Porta il muro non c’era più, abbattuto anni prima. Fu in quel preciso istante che mi chiesi: questa sovrapposizione storica è davvero solo una coincidenza o sotto c’è altro che non so, che nessuno sa? Qualcosa si era mosso nella mia mente. Preso dal demone del sapere, decisi di andare a visitare il palazzo in cui ai tempi della DDR aveva sede la famigerata STASI, il Ministero della Sicurezza della Germania dell’Est. Con cautela  mi informai dove fosse - ancora oggi i berlinesi sono spaventati da quella parola - e, mappa alla mano, in Karl Marx Allee presi la metro – completamente deserta - e arrivai in Normannenstrasse, angolo Magdalenenstrasse. Nella vecchia Berlino est, oggi drammatica e spettrale quasi quanto lo era allora, senza auto in giro, i parcheggi deserti e sotto la pioggia gelata di un tardo pomeriggio autunnale, mi ritrovai davanti al palazzo della STASI. Era come lo descrive Le Carrè, quattro piani di cemento grigio e finestre, senza anima. Oggi è chiuso da anni, con le sbarre alle porte. Sulla facciata c’è un’iscrizione in quattro lingue che spiega che in quell’edificio aveva sede quella che molti storici ritengono essere stata la più potente macchina repressiva della storia dell’umanità. Nelle due ore in bianco e nero trascorse fra la passeggiata in mezzo alle foglie ingiallite dell'Unter den Linden e la visita alla  STASI, la mia testa aveva lavorato molto e aveva partorito una trama, una trama che mi piaceva. Ci pensai su ancora un po' e, continuando a camminare da solo sotto la maledetta pioggerellina gelata, quella trama prese una forma compiuta e una dimensione spazio-temporale, e nella mia mente si affacciarono improvvisamente volti di personaggi, nomi, dialoghi. Un titolo. Lì, in un pomeriggio di una tragica Berlino ancora grondante sangue per le ferite della Storia, era nato "Gli anni nascosti".

                   

                                                          P.S.

AL LETTORE

In questo romanzo ho trattato quasi cinquant'anni di storia italiana, dal '46 al '92. La mia ambizione è di far sì che il lettore si chieda come sia davvero nata l'Italia di oggi e come è diventata quella che sappiamo. E questo con un solo scopo: in un Paese dove è normale che succeda tutto e il contrario di tutto, chi può davvero affermare con certezza che le cose non siano andate come nel romanzo? Chi può davvero dirmi: "Silvis, ti sbagli, le cose sono diverse da quello che vuoi farci credere."? Non molti, ritengo. La mia è una sfida a riflettere su quello che quotidianamente ci viene propinato da televisioni, giornali e politica. Ma a questo punto preferisco non dire di più: non voglio togliere ai lettori il gusto di assaporare il fascino di questa storia

 

LA STORIA

Anni '80 e '90, Italia: per poter attuare con successo un colpo di stato minuziosamente programmato che instaurerebbe nel Paese una dittatura di tipo argentino, un gruppo di potere formato da militari, imprenditori e alte cariche dello stato deve assolutamente entrare in possesso dell'inquietante dossier Ksenofont, il documento che contiene lo sconvolgente segreto che, se svelato, riscriverebbe completamente la Storia d'Italia dalla seconda guerra mondiale in poi. I golpisti lanciano sulle tracce del dossier Ksenofont una spietata appartenente alla Gladio, ma a sorpresa entra in scena Antonio Lami, del Sismi, un uomo senza scrupoli però determinato a far sì che l'Italia continui a restare un paese democratico e senza campi di concentramento. Il resto è nelle 380 pagine  de 'Gli anni nascosti' (un titolo di cui sono particolarmente orgoglioso). E' la storia che volevo scrivere da sempre, una vicenda che trattasse della guerra fredda e dei misteri insoluti del Bel Paese. Esce per Cairo Editore nel marzo 2010.

 

 BERLINO, QUEL GIORNO
  

                

 

 

 

            

 

MEMO PRESENTAZIONI

   

ANNULLATA PER MOTIVI DI FORZA MAGGIORE LA SERATA AL TENNIS CLUB DI FOGGIA DEL 21 LUGLIO

 

 

eventi passati:

 

- Foggia, 13 aprile ore 18,30, libreria Ubik, con Michele Trecca, colto recensore letterario e libraio, ed Enrico Ciccarelli, giornalista. E' intervenuto Gioacchino Rosa Rosa, noto umorista e scrittore foggiano

 

- Milano, 15 aprile, Angolo Milano Nera (libreria Mursia, via Galvani 24, zona stazione centrale) ore 19.00, introduce  Alan D. Altieri

 

- Brescia, 16 aprile, ore 18.00, festival 'A qualcuno piace giallo', sempre con Alan D. Altieri. Grandi Sergio Altieri, Sonia Mangoni e Carla Boroni. Bel pubblico e una cena fra amici

 

- Salerno, 17 aprile ore 17,30, sede della Provincia, con il giornalista Enzo Agliardi. Folto pubblico, dibattito serrato e interessante e grande amicizia con gli organizzatori

 

- in studio a Canale Italia, dalle sei alle otto del 29 aprile, con Gianluca Versace, un ottimo programma in cui si è parlato abbastanza de Gli anni nascosti

 

- Macerata, ieri alle 18,30 abbiamo presentato Gli anni nascosti a. La presenza è stata forte, la città mi ha risposto in un modo magnifico. La sala - il Caffè da Pierino, il salotto cittadino - era strapiena, presenti fra gli altri il prefetto Piscitelli, il questore Oddo, il senatore Saltamartini, il comandante provinciale dei carabinieri Florio, il preside di Scienze politiche prof. Adornato. Con me erano Giorgio Guidelli, caporedattore del resto del Carlino, e il prof. Michele Millozzi, ordinario di storia contemporanea all'università di Macerata, che mi ha onorato di un bellissimo intervento-focus sul romanzo. E tanti amici e colleghi che mi hanno onorato della loro simpatia e stima. Grazie Macerata

 

- Bari, ieri 8 giugno, alle 18,30, abbiamo presentato Gli anni nascosti alla libreria Laterza. Un bel successo, tanto pubblico. Ringrazio Maria Laterza, ormai siamo amici, il grande giornalista Gustavo Delgado e il collega e amico Pietro Battipede. E grazie a Carolina Tinicolo, della Cairo editore. Grazie a Fabio Silvis, mio fratello, che mi dà una grossa e fondamentale mano. Ottimo incontro per il futuro dei miei libercoli, credo. Vedremo.

 

Grazie a Fabio Silvis, per avere accettato di farmi da consulente di immagine e organizzazione, prestandomi un po' della sua competenza e del suo enorme savoir faire


Un caro saluto poi agli amici che mi danno la spinta per andare avanti: Sergio "Alan D." Altieri, scrittore e direttore editoriale del Giallo Mondadori e Segretissimo. Michele Franzese, imprenditore. Paola Frinchillucci e suo fratello Gianluca, lei poliziotta e lui esploratore con decine di missioni per conto del governo italiano. Michele Trecca, libraio e critico letterario. Giovanna Draicchio, libraia. Roberta Dallemolle, libraia. Marco Vichi, scrittore. Luca Crovi, giornalista di RadioDue. Rossella Montemurro, giornalista di Matera. Graziella Acquaviva, esperta in lingue africane. Sonia Mangoni, curatrice del festival di Brescia. Maria Paola Romeo, dell'agenzia Grandi & Associati, con cui collaboro (Stella Boschetti, editor della Cairo editore. Benedetta Centovalli, direttore editoriale della Cairo editore. Carolina Tinicolo, ottima addetto-stampa della Cairo Editore. Iaia Caputo, editor e scrittrice. Mauro Zola, giornalista esperto in gialli e noir. Silio Bozzi, collega e una delle massime autorità nazionali nel campo della polizia scientifica. Walter Busiello, portavoce della questura di Macerata, che mi sta dando più di una mano nella presentazione di Macerata. Romano Carancini, sindaco di Macerata, per avermi concesso l'uso del cortiletto del comune e la disponibilità dimostrata. Gianluca Versace, conduttore di Canale Italia. Maria Laterza, titolare dell'omonima famosa libreria barese.
 

Grazie a Guido Riconi, per aver disegnato questo sito in stile minimalista.



Per il resto, tutta vita che scorre sotto i ponti

 


              

                                               

                                                  Piernicola Silvis