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1.
Narrare significa trasmettere le proprie emozioni.
Lo si fa attraverso la trama e attraverso la forma
2.
un modo per
trasmettere le emozioni è un uso adeguato della punteggiatura. Occorre alternare
periodi lunghi, periodi brevi e periodi secchi. Teniamo presente che la frase
lunga è discorsiva e descrittiva mentre quella secca crea ansia o pathos. Poiché
nella narrazione si alternano - a ritmo - momenti descrittivi a momenti emotivi,
occorrerà scrivere alternando periodi lunghi a periodi brevi o brevissimi. Il
tutto deve avere ritmo e fluidità, e qui entra in gioco il tocco personale. Solo
l’occhio dello scrittore sensibile può determinarsi in un senso piuttosto che
nell’altro. Mai scrivere solo frasi brevissime o lunghe: in entrambi i casi il
lettore si stanca. Ciò che crea interesse ed emozione nel lettore è il ritmo
fluido
3.
Tuttavia occorre
fare attenzione. Una trama piena di pathos andrà narrata in forma piana,
semplice, mentre una trama descrittiva di situazioni ordinarie va riempita di
pathos. In alcune storie l’emozione è già nella trama, in altre, che invece sono
più semplici, deve essere ricreata attraverso la forma
4.
occorre fare massima
attenzione alla scelta di verbi, aggettivi e sostantivi. Nel descrivere ciò che
si narra bisogna essere estremamente precisi, il lettore se ne accorge se si è
pressapochisti
5.
leggi molto. Come
dice King, chi dice di non avere tempo per leggere non può avere nemmeno tempo
per scrivere.
6.
non leggere in modo
passivo, ma analizza il testo criticamente. Un buon libro diventerà così un
modello di riferimento, mentre un cattivo libro serve per capire come ‘non
scrivere’
7.
non esprimere
giudizi sui tuoi personaggi. Falli muovere e parlare in modo che sia il lettore
a giudicarli per ciò che fanno e dicono. Se un tuo personaggio è un ladro non
scrivere “Spesso rubava”, ma descrivi una scena in cui lui commette un furto.
8.
Non ‘raccontare’ mai
una cosa, mostrala. È il lettore che deve vederla attraverso la tua descrizione
9.
non spiegare mai ciò
che avviene: fa’ che sia il lettore a comprendere le cose. Usa pochissimo
‘perché’ e ‘cioè’.
10.
gli snodi importanti
non vanno troppo spiegati, è meglio lasciarli un po’ ‘appesi’, in modo che sia
il lettore a immaginarne il significato
11.
in un noir i
tratti psicologici dei personaggi devono essere ridotti all’essenziale in modo
da non ostacolare la velocità della trama. In una storia intimista invece
possono essere un po’ dilatati, ma senza comunque esagerare
12.
le descrizioni
ambientali devono essere ridotte a due, tre righe al massimo. A volte non
servono: le scene ‘cieche’, quelle cioè in cui l’ambiente non viene descritto,
scatenano ancora di più la fantasia del lettore. E, quindi, il suo piacere nella
lettura
13.
l’idea: non c’è un
metodo, un criterio, per averne una davvero buona. Talvolta succede che due o
tre pensieri assolutamente indipendenti si uniscano per caso e nasca così un
ottimo spunto, o basta leggere un articolo di giornale ecc. Qui non c’è metodo
14.
evita gli aggettivi
qualificativi: una cosa deve essere ‘gigantesca’ non perché lo dica lo
scrittore, ma perché lui la descrive di grandi dimensioni
15.
se un personaggio
non ti soddisfa, vai avanti lo stesso. In corso d’opera le cose poi
miglioreranno
16.
sforzati di
trasmettere al lettore ciò che passa nella tua mente. Se il lettore percepisce
il tuo pensiero, vuol dire che hai scritto bene
17.
quando scrivi usa la
prima parola che ti viene in mente, anche se non particolarmente raffinata
18.
non usare verbi in
forma passiva: non ‘fu portato via’, ma ‘lo portarono via’
19.
non usare avverbi
(-ente), tipo ‘francamente’, ma usa ‘con franchezza’.
20.
nel dialogo usa
finché puoi ‘disse’. Evita eccessive peripezie verbali (non «ti amo»
ansimò Mark, ma «Ti amo» disse Mark con il respiro più veloce).
21.
sporca un po’ i
dialoghi con qualche ripetizione e qualche ‘Ah, oh, beh’, ma non esagerare,
altrimenti il lettore percepisce un dialogo fra due stupidi, non fra persone
reali. Chi legge amplifica sempre ciò che vedono gli occhi. Tu magari vuoi
scrivere cose pacate, ma se usi troppi ‘ah… beh…’ o troppi punti esclamativi, il
lettore percepirà un dialogo fra esaltati. Non usare mai punti esclamativi,
quindi, a meno che non sia strettamente necessario. Scrivere un dialogo non è
come parlare nella realtà
22.
nella prima stesura
del testo cerca di essere naturale: il paragrafo deve nascere spontaneo. Le
correzioni e il lavoro di lima vengono dopo, nelle revisioni successive
23.
non temere di
rifarti allo stile di un maestro: con il tempo acquisterai il tuo stile
personale
24.
scrivi ogni giorno,
anche pochissimo. Altrimenti la storia e i personaggi si spengono. Ottimali
sarebbero 10 pagine al giorno
25.
Scrivi di ciò che
conosci e di quello che ti piace. Il resto lo inventi, ma documentandoti bene.
26.
il testo deve essere
‘credibile’. Ci si può inventare tutto, ma ciò che si inventa deve essere reso
in modo tale da fare pensare al lettore che la cosa descritta sia possibile, nel
libro. Anche se si parla dell’invasione degli alieni
27.
una trama parte da
una o due idee centrali originali o comunque intelligenti. Queste devono essere
unite insieme, poi però bisogna aggiungerci un prima, un dopo, un sotto, un
sopra, un avanti e un dietro
28.
per portare a
termine la narrazione, cioè la conduzione della storia dal punto iniziale a
quello finale, ci sono tre modi:
·
partire dallo spunto e procedere a mano libera; la
storia si costruisce da sola (metodo di S. King)
·
creare (e scrivere) una trama di massima
·
creare (e scrivere) una trama dettagliata (K.
Follet)
ognuno sceglie la propria tipologia. È chiaro però che trame
elaborate e intricate vanno scritte nel dettaglio, altrimenti si va facilmente
nel confusione più assoluta
29.
le descrizioni
devono essere equilibrate: quelle troppo vaghe non entrano nell’anima del
lettore, mentre quelle troppo elaborate annoiano. Occorre in realtà fornire uno
spunto, dare il “la” per consentire a chi legge di farsi un’idea di ciò che si
vuole descrivere senza eccedere. Come si fa? Semplice: si cerca di attivare la
parte emotiva del lettore, facendogli sentire un profumo, un dettaglio,
una sensazione fisica evocativa. Questo vale sia per la descrizione delle
persone sia per quella degli ambienti
30.
La narrazione deve
avere una sola finalità: la trama. Non divagare, resta attaccato alla trama. Al
contrario di ciò che si pensa mentre si scrive, le divagazioni su fatti e
personaggi sono noiose
31.
evita le
similitudini scontate, usa quelle intelligenti
32.
Evita di essere
didascalico: i passaggi della trama devono essere il più possibile fatti
attraverso dialoghi, monologhi, notizie tv, avvenimenti ecc… Mai attraverso
descrizioni cronachistiche
33.
non sfoggiare la tua
bravura e la tua cultura. Più uno scrittore riesce a non apparire, più è
bravo. Privilegia la storia e non la tua presunzione di immaginare il lettore
che dice: ‘che bravo, questo scrittore!’
34.
le idee devono
sedimentare. Il progetto, una volta finita la prima stesura, va abbandonato per
un mese. Vedrai come lo troverai diverso e quante idee ti saranno nel frattempo
venute in mente
35.
l’aiuto di lettori
(in genere parenti e amici) interviene solo dopo la prima stesura: in corso
d’opera sarebbe negativo, in quanto si perderebbe in istintività. La creatività
sarebbe già soffocata dalla necessità di ‘piacere’
36.
fa’ in modo che alla
fine del romanzo al lettore restino delle ‘risonanze’ di ciò che ha letto. È la
prova che il tuo lavoro ha colto nel segno
37.
nelle revisioni
successive è sempre bene ‘tagliare’ le parti in eccesso. Snellire un romanzo dà
spesso risultati notevoli.
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